Monthly Archives: July 2012

Verso un antivivisezionismo politico

Articolo di Marco Maurizi

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La posta in gioco nel dibattito tra antivivisezionismo etico e scientifico [1] non è solo una lotta per una corretta impostazione etica. Esso rientra dentro una battaglia più ampia che riguarda il modo in cui occorre comprendere e cambiare i rapporti sociali nel loro complesso poiché la scienza è un fenomeno sociale come tutti gli altri. L’antispecismo non può infatti credere allo “scientismo”, ovvero alla fantasia oggi dominante secondo cui la scienza è un’impresa autonoma, indipendente dalla società e dai suoi interessi, che costituirebbe – proprio per questo – il metro e la misura di ogni verità. Tutto il resto, si ritiene, sono parole senza rigore, “mera” filosofia (nel senso deteriore del termine), opinioni e desideri, al limite posizioni morali soggettive che non sarebbe possibile discutere razionalmente. A ciò si può rispondere sia seguendo il discorso scientista nel suo delirio oggettivistico (secondo cui sarebbe necessario, per accedere alla verità, “depurare” gli asserti da ogni partecipazione del soggetto), sia mostrando il nesso tra scienza e società e il dibattito sulla vivisezione può aiutare a fare chiarezza in tal senso [2]. Continue reading

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LE SCIMMIE DI HARLAN NON SONO MAI STATE SPOSTATE

COMUNICATO STAMPA

LE SCIMMIE DI HARLAN NON SONO MAI STATE SPOSTATE

LA VEROSIMILE DESTINAZIONE ? IL CENTRO DI NERVIANO FINANZIATO DALLA REGIONE LOMBARDIA
e sull’argomento il comunicato di Freccia 45.

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Lecco, 19 luglio 2012 – Di pochi giorni orsono la decisione del Ministero della Salute di non revocare l’autorizzazione a firma della Dott.ssa Gaetana Ferri, concessa alla HARLAN Laboratories Srl che permette, nell’anno in corso ed alla multinazionale dell’orrore, di importare sino a 900 macachi dalla Cina e dall’Isola Mauritius per essere vivisezionati. Continue reading

DOPO GREEN HILL ANIMALISTI CONTRO HARLAN: “VIVISEZIONE SUI MACACHI”

Pubblichiamo questo articolo uscito martedì 24 luglio su leggo.it

UDINE – Dopo Green Hill, gli animalisti italiani sferrano l’attacco contro un altro fornitore di modelli e servizi di ricerca, la Harlan Laboratories Inc. “Modelli di ricerca” è il termine tecnico-burocratico per definire gli animali allevati per essere destinati alla vivisezione e alla sperimentazione farmaceutica e cosmetica, come i Beagles di Green Hill. «Nelle varie sedi Harlan nel mondo si alleva un po’ di tutto, roditori, criceti, porcellini d’India, cani, gatti, maiali, macachi e babbuini, gorilla, scimpanzé e oranghi», spiegano i volontari del No Harlan Group di Udine. «Negli ultimi anni, però si stanno orientando preferibilmente sui servizi di ricerca, eufemismo che indica la vivisezione operata direttamente nelle loro sedi per conto terzi, più redditizia». A volte, i risultati delle ricerche vengono poi commissionati anche da aziende che si dichiarano “cruelty free” perché non effettuano test sul prodotto, ma inrealtà traggono in inganno l’acquirente poiché il prodotto viene ottenuto con materie prime sperimentate altrove. «La Harlan è nata a Indianapolis, ma sta aprendo sedi in tutto il mondo, in Italia ce ne sono tre, che forniscono roditori».

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Poche note a margine di Green Hill: l’importanza dell’informazione (di Annamaria Manzoni)

Il grande movimento di protesta che ha infine portato al sequestro dei cani di Green Hill aveva da tempo cominciato a preoccupare i sostenitori, a vario titolo, della sperimentazione animale, che erano passati al contrattacco definendo pura demagogia la volontà di chiudere l’allevamento, perchè tanto gli animali da destinare alla vivisezione arriverebbero da altre parti.
Ognuno, in realtà, deve fare la propria parte: sappiamo bene la chiusura di questo lager, se e quando sarà definitiva, avrà segnato solo un passo in direzione dell’abolizione della tortura a cui gli animali non umani sono sottoposti, ma sarà un passo fondamentale a cui altri seguiranno.
La visibilità e la rilevanza date dai media alla situazione dei beagle è stata definita gogna mediatica da chi aveva solo da perdere da quella pubblicità indesiderata, che ha di fatto concesso l’estendersi e generalizzarsi di un pezzo di consapevolezza : perchè barbarie come la vivisezione possono proseguire solo se e quando sono coperte dal silenzio. Quando il velo si alza su ciò che il linguaggio eufemistico nasconde, gran parte dell’opinione pubblica non ha dubbi sulla parte per cui schierarsi.
E’ quindi evidente che ciò che gli sperimentatori e la loro corte, formata prima di tutto dalla lobby delle case farmaceutiche, invocano è la fine dell’informazione, tout court.
Chi ancora sostiene la vivisezione, nonostante tutte le argomentazioni scientifiche contrarie, deve avere il coraggio di non occultare la verità: se sono convinti di essere nel giusto a sottoporre gli animali non umani a quel campionario di orrori di cui Green Hill offre solo qualche pallido esempio, devono anche spiegare il perché i muri dei laboratori di vivisezione siano tanto alti e invalicabili e come sia possibile considerare impossibile da sopportare alla vista ciò che animali di ogni razza e tipo devono soffrire sulla propria pelle ogni giorno della loro vita.

No Harlan – Group Udine

IL GRUPPO PROMOTORE
Il NO HARLAN – GROUP UDINE è costituito da volontari appartenenti ad alcune
associazioni animaliste del territorio friulano: LAV, OIPA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA
(sede di Cervignano), IMPERATRICE NUDA (Tolmezzo), ANIMALISTI FVG.
L’obiettivo prioritario del gruppo è quello di condurre una serie di azioni d’informazione e
protesta riguardanti la sede di Harlan, situata ad Azzida (Comune di S. Pietro al Natisone),
in provincia di Udine. (una delle tre sedi presenti in Italia).
Il gruppo si propone di diventare punto di riferimento a livello nazionale e internazionale,
nella prospettiva della costituzione di una rete integrata di centri di protesta territoriali nei
quattro continenti dove la Harlan, multinazionale della vivisezione, è presente.
Questa impostazione di ampio respiro è anche la cifra della manifestazione internazionale
“NO HARLAN! NO VIVISECTION!” che avrà luogo a Udine,sabato 29 settembre 2012 .
Il gruppo si propone di concentrare nella città di Udine centinaia di manifestanti e di
cittadini sensibili alla questione in oggetto, provenienti anche da Austria, Slovenia e
Croazia.
Pensiamo infatti che la lotta contro Harlan, simbolo della negazione dei diritti degli animali
debba attingere energia e creatività nel lavoro unitario tra le associazioni e tra volontari di
nazionalità diversa.
ORGANIZZAZIONE GIORNATA 29 SETTEMBRE 2012

Harlan e vivisezione: lettera di Annamaria Manzoni

900 macachi, stipati in grossi gabbioni, arrivano di nascosto dalla Cina fino nel cuore della Brianza in ordine sparso per non dare nell’occhio, e poi da qui in direzioni variegate per subire tante diverse atrocità per il bene di noi umani.
Tantissime argomentazioni scientifiche che confutano il valore della vivisezione sono a disposizione di chi vuole avere informazioni al proposito: solo un’osservazione allora da persona qualunque. Questa: se i vivisettori hanno tanta certezza riguardo al fatto che quello che faranno ai piccoli e grandi macachi è non solo fondamentale per il progresso della scienza, ma anche del tutto lecito dal punto di vista morale, bene, che lo facciano a testa alta e alla luce del sole, che agiscano con l’orgoglio e la sicurezza conseguenti. Continue reading

Cosa significa vivisezione?

COSA SIGNIFICA VIVISEZIONE?
Per vivisezione, o sperimentazione “in vivo”, si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali. Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma tutti sono cruenti ed invasivi. Per questo e per ragioni giuridiche, il termine vivisezione si usa come sinonimo più efficace e preciso del generico “sperimentazione animale”. Continue reading

Vivisezione: bugie, menzogne e mezze verità.

Conferenza sul tema della vivisezione organizzata dall’associazione “Imperatrice Nuda”, tenutasi al circolo Cas*aupa di Udine il 15 aprile 2012.
Relatrice Gaia Perissutti.

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