Monthly Archives: December 2012

Chiens de Rue

711693_10151158153551993_2093420249_n

Gannat, città francese dell’Auvergne (Francia centro meridionale) ospita l’unica filiale di Harlan in tutto il paese. Tra quelle mura vengono allevati 5 tipologie diverse di topi glabri, il ratto “Wistar Han” e cani Beagle. Harlan mantiene l’allevamento di cani Beagle a Gannat e nel Regno Unito.

Il 19 gennaio 2013 la cittadina sarà al centro della manifestazione silenziosa contro Harlan e la vivisezione. L’appuntamento è fissato per le 12 alla stazione ferroviaria, dove comincerà la marcia fino al sito dei laboratori. I partecipanti sono invitati a portare candele e fiori, per celebrare in maniera solenne la propria empatia e dolore. Continue reading

Advertisements

19 gennaio 2013, La fiaccolata

candle-lightIl 19 gennaio 2013 si svolgerà a Gannat una manifestazione di protesta contro la multinazionale Harlan, presente nella cittadina francese con una sua filiale.

In concomitanza Il No Harlan Group Udine organizza una fiaccolata che si svolgerà tra le vie di Udine a partire dalle ore 17:00 per proseguire la sua lotta contro la vivisezione e la Harlan, creando insieme una rete di protesta nazionale e internazionale, aperta all’adesione di altri gruppi e associazioni.

Vi aggiorneremo nei prossimi giorni con tutti i dettagli dell’evento di Udine e degli eventi esteri e nazionali correlati.

269547_182258018577633_1861718497_n

L’evento di Gannat su facebook

La Harlan Laboratories dopo i tagli del 2011 e le misure di risanamento aziendale, prevede di investire ed espandere il proprio stabilimento di ricerca preclinica a Itingen, Svizzera.

L’organizzazione per i contratti di servizio sulla ricerca preclinica (CRO) ha annunciato che verranno investiti 3.5 milioni di Euro per ampliare il laboratorio di inalazione, aggiornare e migliorare i mezzi per gli studi cronici e subcronici e un piano dedicato alla tossicologia dei roditori e della riproduzione .

Harlan – che inoltre prevede nell’investimento di creare delle aree per la diagnosi clinica, analisi biochimica e patologia fetale – afferma che questo passo è stato possibile grazie alla riduzione dei costi praticata lo scorso anno per compensare la scarsa domanda di servizi preclinici.

La pratica della riduzione dei costi ha comportato il trasferimento delle operazioni da Füllinsdorf a Itingen – sempre in Svizzera – e una forte riduzione del personale che ha così ridotto la massa salariale dell’8% del CRO secondo il sito L’Alsace.fr.

Harlan ha inoltre annunciato che per rispondere alle richieste dei clienti, espanderà la propria capacità nell’istologia con nuove attrezzature e personale e a fine gennaio 2013 ne sarà dato ufficialmente l’annuncio.

Save The Harlan Beagles

STHB_white

 

 

Italiano (for english language see below)

SAVE THE HARLAN BEAGLES

è la campagna per chiudere lo stabilimento di Harlan Interfauna a Cambridge (Regno Unito) dove i cani Beagles sono allevati per poi essere venduti a laborator.

La campagna è stata avviata da quattro donne all’inizio del 2012 dopo un’idagine pubblicata sul “The Sunday Times” che rese pubbliche le negligenze e la crudeltà sugli animali da parte di Harlan

12 cani muoiono nei laboratori del Regno Unito ogni giorno: molti di questi cani provengono da Harlan Interfauna.

Harlan imprigiona i Beagles in gabbie anguste e sovrapopolate. I cuccioli sono nati su pavimenti intrisi di feci, tolti dalle loro madri ancora da svezzare e venduti a migliaia di Sterline. I cani sono talmente stressati da farsi del male e combattere fino a morire.

La maggior parte dei Beagle di Harlan non respireranno mai aria fresca e vedranno la luce del giorno solo quando saranno trasportati verso i laboratori.

Questa è la testimonianza di un ex dipendente di Harlan Interfauna (pubblicato nel The Sunday Times, 2011)
Uno dei dipendenti più anziani entrò nel recinto e bloccò a terra un cane con il suo ginocchio. Gli diede calci finchè il cane era a terra, cercando di sottometterlo. Dopo cominciò a prenderlo a pugni e lo prese per il collo dicendo: “Quindi la smetterai?”
Continue reading