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Green Hill: una storia di libertà

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ITALIANO

Stasera alle ore 20.30 a Udine presso la Sala Ajace, Lav Udine in collaborazione con il No Harlan Group vi aspetta per la proiezione del film “Green Hill: una storia di libertà ” di Piercarlo Paderno.
Invitati speciali della serata Andrea Cisternino e Alina Kostenko che ci presenteranno il loro progetto “Rifugio Italia a Kiev”.

Durante la serata sarà possibile firmare per Stop Vivisection, per chi ancora non l’avesse fatto, porti con se un documento d’identità valido.

ENGLISH

Tomorrow at 8.30 pm Lav Udine and No Harlan Group Udine are waiting for you to see the film Green Hill: a history of freedom by Piercarlo Paderno. Special guests Andrea Cisternino and Alina Kostenko presenting their project Rifugio Italia in Kiev.

If you haven’t signed yet for Stop Vivisection, bring with you a valid Id and we’re there to collect paper signatures

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Stop Vivisection Day, 15 giugno 2013

Ci siamo, c’è il giorno.

Il momento in cui tutta l’Europa è chiamata a scendere nelle piazze per dire il suo no alla vivisezione è arrivato. Il No Harlan Group Udine, assieme alle associazioni animaliste, antivivisezioniste e a tutti i cittadini che hanno deciso di impegnarsi per cancellare la direttiva 2010/63 UE, si mobiliteranno per creare la più grande manifestazione contro la vivisezione mai vista prima.

Lo Stop Vivisection Day sarà la giornata in cui raccoglieremo il milione di  firme necessarie a riportare la direttiva in discussione al Parlamento Europeo.

Vi forniremo maggiori dettagli nei prossimi giorni sull’organizzazione della giornata, per il momento se non lo avete già fatto qui potete firmare on-line

ENGLISH

The moment when all Europe has called to take to the streets to say a loud no to vivisection has finally come.

No Harlan Group Udine, toghether with the animal rights associations and all the citizens who decided to take the challenge against the approval of EU2010/63 Directive, will take action to create the biggest antivivisection protest you’ve ever seen.

The Stop Vivisection Day will be the day when we will collect the millions of signatures needed to take the above mentioned directive at the European Parliament again.

We will give you further details soon, for now if you haven’t signed yet, here you can do it online (choose your Country).http://www.stopvivisection.eu/en

Stop Vivisection!

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I promotori della campagna “Stop Vivisection”, partita nel giugno 2012,  si propongono di riportare,  grazie all’ iniziativa popolare con la raccolta di un milione di firme tra cartacee e on-line, la direttiva 2010/63/UE  in discussione al parlamento europeo.

Come si può leggere dal sito ufficiale:

“L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica. Continue reading

La Harlan Laboratories dopo i tagli del 2011 e le misure di risanamento aziendale, prevede di investire ed espandere il proprio stabilimento di ricerca preclinica a Itingen, Svizzera.

L’organizzazione per i contratti di servizio sulla ricerca preclinica (CRO) ha annunciato che verranno investiti 3.5 milioni di Euro per ampliare il laboratorio di inalazione, aggiornare e migliorare i mezzi per gli studi cronici e subcronici e un piano dedicato alla tossicologia dei roditori e della riproduzione .

Harlan – che inoltre prevede nell’investimento di creare delle aree per la diagnosi clinica, analisi biochimica e patologia fetale – afferma che questo passo è stato possibile grazie alla riduzione dei costi praticata lo scorso anno per compensare la scarsa domanda di servizi preclinici.

La pratica della riduzione dei costi ha comportato il trasferimento delle operazioni da Füllinsdorf a Itingen – sempre in Svizzera – e una forte riduzione del personale che ha così ridotto la massa salariale dell’8% del CRO secondo il sito L’Alsace.fr.

Harlan ha inoltre annunciato che per rispondere alle richieste dei clienti, espanderà la propria capacità nell’istologia con nuove attrezzature e personale e a fine gennaio 2013 ne sarà dato ufficialmente l’annuncio.

Il “prodotto” targato Harlan

I modelli per Harlan sono prodotti da spedire, analizzare, ibernare, con un’asettica precisione. Sradicando così ogni minimo residuo di empatia e pietà nei confronti degli animali, gli esseri senzienti vittime di questo traffico del dolore e della sofferenza.

Molto più semplice decontestualizzare l’animale da sperimentare, venendo presentato e trattato come un oggetto per “il bene comune”, è più facile rimuovere dagli sperimentatori ogni più piccola traccia di emotività.

“Harlan, ti aiuta per una ricerca migliore” – Questo è lo slogan che si trova in alto a sinistra visitando ogni pagina del sito http://www.harlan.com. Tra i servizi offerti ai clienti modelli animali.

In questa pagina potrete trovarne l’elenco

Vicino a ogni categoria di “modello animale”, è presente un file in formato pdf dove si possono avere ulteriori informazioni sulle origini, caratteristiche generali e genetiche.

Ad esempio, per quanto riguarda il modello cane beagle, questa è la sua descrizione:

La colonia è stata creata nel 1982 al Laboratorio di ricerca BRL in Svizzera creando un mix tra i cani provenienti dagli allevamenti Kleintierfarm a Füllinsdorf – Svizzera e Hazleton Research Products, a Kalamazoo nel Michigan. La Harlan acquisì la colonia nel 2004 e attualmente ne sono presenti due, in Francia e nel Regno Unito
I modelli sono appositamente creati per soddisfare le esigenze della ricerca biomedica multidisciplinare.
Hanno il pelo corto, sono tricolori e hanno un corpo più piccolo rispetto alle altre razze, e per questo utilizzabili al meglio per gli studi tossicologici.
Completano il profilo le minuziose descrizioni sugli alimenti somministrati, le vaccinazioni e il trasporto dei modelli animali direttamente al laboratorio cliente.

In Italia è presente negli stabilimenti il topo C57BL/6, utilizzato per studi sull’alcolismo, invecchiamento, fonte per modelli geneticamente modificati, disabilità cognitive e comportamentali, cardiologia, obesità indotta, dipendenza da droghe, studi generali, immunologia, superovulazione e tossicologia.

La spedizione del topo C57BL/6 prodotto in Italia si può velocemente ordinare tramite l’apposito modulo d’ordine. E’ anche possibile usufruire della promozione grauita di campioni per studi oncologici.

Queste sono le tipologie di modelli animali che attualmente la Harlan Laboratories fornisce:

Ratti: 8 tipi diversi ottenuti tramite accoppiamenti fra non consanguinei
20 ottenuti tramite accoppiamenti fra consanguinei
2 ibridi
5 mutanti

Topi: 6 tipi diversi ottenuti tramite accoppiamenti fra non consanguinei
35 ottenuti tramite accoppiamenti fra consanguinei
3 congenici
13 ibridi
9 mutanti

Cotton Rat (ratto del nord e centro america): 1

Cavie: 1

Criceti: 1

Conigli: 2 (tipo Europeo dal pelo bianco)

Cani: 1 (Beagle)

Felini: 1 (gatto dal pelo corto)

Ratti ibernati: 5

Topi ibernati: 12

Fonte: http://www.harlan.com/products_and_services/research_models_and_services/research_models

La riabilitazione degli animali “di laboratorio”

Negli ultimi sei anni sono stati più di 5000 gli animali salvati dalla morte in laboratorio, abituati a una vita “normale”, e poi dati in adozione presso famiglie o rifugi specializzati.

Massimo Tettamanti racconta delle esperienze fatte nella riabilitazione di animali usati in laboratorio, come ratti, topi, conigli, cavalli, asini, cani, gatti e primati, che hanno portato a concludere che possono sorgere dei problemi, comunque sempre risolvibili, anche in quegli animali che non sono mai stati sottoposti ad esperimenti e che vengono salvati in buone condizioni fisiche, in quanto si riscontrano spesso segni evidenti di traumi psicologici, che devono essere risolti.

Nel raccontare la “teoria e la pratica” della riabilitazione degli animali, durante la presentazione vengono anche mostrate immagini girate nei rifugi in cui questi animali sono stati accuditi.

La conferenza integrale è disponibile in streaming qui.

La conferenza fa parte del progetto TV Animalista, un progetto di videoconferenze-streaming in diretta, insieme alla presenza di un archivio di video informativi di qualità.

Per maggiori informazioni sul lavoro di recupero degli animali da laboratorio e per adozioni visita il sito di I-Care.

Shut Down Mazor Farm

Pubblichiamo oggi (in inglese) per gentile concessione del gruppo “Shut Down Mazor Farm” un interessante articolo sulla Mazor Farm, un’azienda con sede in Israele specializzata nell’allevamento di primati da destinare ai laboratori di tutto il mondo. Gli attivisti israeliani sono ormai al lavoro da molto tempo per chiedere la chiusura di questo lager e hanno da poco registrato un parziale ma significativo successo. I particolari nell’articolo.

We post today, with the kind concession of “Shut Down Mazor Farm” group, an interesting article about Mazor Farm, an Israel based company which breed primates for worldwide laboratories. Israelian’s activist are working hard to ask closure of this lager and they have just got a remarkable achievement. Details in the article.

Qui la pagina facebook del gruppo.

The Mazor Farm (BFC Monkeys Breeding Farm Ltd.) is a laboratory primates breeding farm located in Moshav Mazor, Israel. The farm currently holds 1,500 long tailed macaque monkeys. Some of these monkeys were wild caught on the island of Mauritius, while others were born in captivity. Mazor is a link in the chain of cruel trade in which monkeys are forcibly removed from their natural environment then flown thousands of miles in small cages to laboratories or breeding facilities. These animals will have been separated from their family groups, the young brutally separated from their mothers. Continue reading