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15 DICEMBRE 2012

In concomitanza con la campagna Telethon, il No harlan Group sarà a presente a Udine per fornire indicazioni riguardanti una ricerca medica etica ed efficace, non basata sulla sperimentazione animale ed efficace.Ancora oggi molte associazioni per la ricerca medica utilizzano una parte dei fondi raccolti per finanziare esperimenti sulla vivisezione animale.Le più note sono: AIRC, Associazione italiana per la Ricerca sul cancro, AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ANLAIDS , Associazione Nazionale per la Lotta contro L’AIDS, TELETHON, TRENTA ORE PER LA VITA.Purtroppo i finanziamenti pubblici e privati e l’interesse mediatico sono concentrati esclusivamente sulle associazioni citate.Molti vivisettori continuano ad affermare che tutto ciò che fanno aiuta a salvare vite umane. Ma stanno mentendo. La verità è che la ricerca sugli animali è responsabile della morte di migliaia di uomini, donne e bambini” (Dr. Vernon Coleman, Royal Society of Medicine).Ogni specie animale è fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre , pertanto i risultati ottenuti con la vivisezione non sono attendibili. Continue reading

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Quo Vadis, Ricercatore?

di Leonora Pigliucci

fonte: Asinus Novus

Gli ultras della sperimentazione sugli animali, Garattini, Coscioni, Giovanardi, Marino si sono dati appuntamento qualche giorno fa in Senato per reagire all’ondata animalista che a partire dalla liberazione dei cani dell’allevamento Green Hill di Montichiari, e il suo temporaneo sequestro, ha fortemente danneggiato l’immagine di quella ricerca scientifica, di base e preclinica, che ancora fa uso di modelli animali. Continue reading

Il 28 novembre a Basilea, il gruppo di attivisti per i diritti animali Tierrechtsgruppe, organizza una manifestazione contro Harlan e la vivisezione. Attualmente la multinazione è presente in territorio elvetico con i suoi due laboratori a Fullinsdorf e Itingen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui il sito dell’associazione

Uniti, perché ciò è vero! di Stefano Cagno

Stiamo vivendo un periodo particolarmente positivo per la causa antivivisezionista e sarebbe opportuno non sprecarlo. La vicenda di Green Hill ha messo davanti agli occhi dell’opinione pubblica la tragica condizione dei cani (e gli altri animali?) fatti nascere e allevati solo per finire nei laboratori di ricerca.
I nostri avversari si stanno attivando con un certo vigore e a volte anche con una notevole dose di aggressività. Ciò è indice che cominciamo finalmente a fare paura.
Parallelamente si è sviluppata una certa “vivacità” anche all’interno del movimento antivivisezionista. Rispetto al passato dove tutti si sentivano appartenenti ad un gruppo di persone legate da un unico ideale e un unico obiettivo, ossia abolire la vivisezione, ora leggo spesso distinguo tra chi ritiene opportuna una strategia piuttosto che un’altra.
In particolare esistono due questioni che hanno creato divisione: la differenza tra antivivisezionismo scientifico ed etico, oppure l’opportunità o meno di attuare azioni dirette. Continue reading